sono un gran pezzo di mamma, così dice Mercoledì, il batterio mangiacarne, la figlia con la quale mi sono assicurata eterno amore. Da un anno è arrivato anche Pugsley, il topastro incazzoso, a turbare le altrimenti serene notti di luna piena.
poco tollero le relazioni amicali, troppo dispendio di energia emotiva, ho sposato il fratello stronzo di Koda, ma più è misantropo, più è solo mio, anche se ultimamente si è aperto alla vita sociale.
Ho smesso di mangiare cioccolato e di guardare ossessivamente foxcrime. Adesso guardo fuori dalla finestra.
Questo blog ad un certo punto, io ad un certo punto, ha/abbiamo preso una strada che si percorreva con il viso voltato all'indietro.
Camminando dritti, verso una direzione delineata dallo scorrere faticoso ma tranquillo delle giornate. il lavoro, la casa, i bimbi, gli scazzi e le riappacificazioni col marito.
insomma, vita normale, rassicurante. e la tranquillità delle cose primarie.
sono partita sull'incazzato, per passare al cazzaro mode on, per arrivare all'intimista svuallariante e forse anche fastidioso, ma necessario. Per me, ovviamente.
del resto è mio il blog, quindi, ci scrivo quel che cazzo voglio. giusto?
ecco.
Era partito come partono le cose, così, proviamo.
leggo un blog, la profe, ne leggo un altro, elasti, ne comincio a leggere duemila altri. dico, vabbè apro anche io un blog.
non c'ho un cazzo da scrivere, ma magari mi sfogo.
e sono passata dalla lavoratrice alla mamma, alla trentacinquenne in crisi da minchia i 40 sono vicini, e non sono ancora riuscire a portare un paio di tacchi, perchè?
perchè è una bella parola.
perchè uno fa la domanda, e deve per forza interrogarsi sulla risposta.
risposta che potrebbe non piacere.
in genere quando arrivi a 35 anni e non hai mai fatto la donna, e manco hai capito di esserlo, nonostante un paio di tette ingombranti, sosddisfacenti rapporti sessuali e un corpo segnato da due figli gestati e partoriti, e ti chiedi com'è che non sai portare un paio di tacchi, la risposta che ne consegue potrebbe non piacere.
ma comunque tutto ok.
Non ho ancora provato a portarli davvero, sti cazzo di tacchi.
Serial è tornata alla casa del padre.
Non è il suo fantasma che scrive, perchè la casa del padre è una casa di cemento armato con gli scuri di legno costruita appunto dal di lei padre una trentina d'anni fa.
Nella casa c'è la madre, e l'ombra del padre.
Papà ha la testa altrove.
Non sappiamo in quale limbo stia vivendo.
Ogni tanto sa chi siamo, ogni tanto no.
Ogni tanto sa dov'è, ogni tanto no.
Pugsley per lui è "La bambina".
Mercoledì è "La bambina grande".
Io sono "L'altra ragazza".
Mia madre è sua moglie, ma non mia madre.
Lui fa tutto quello che faceva prima, ma beve il chinotto al posto del vino e nutre il gatto 15 volte al giorno e ti dice di non andartene 15 volte al gionro.
Ti chiede di lasciargli i bambini, che poi te li porta lui.
E piange all'aeroporto.
Stamattina Gomez come al solito mi ha chiuso dentro casa, perchè lui esce alle 6 e Pugsley spesso si sveglia e lo va a cercare, quindi c'è il concreto rischio che apra la porta di casa e se ne vada per le scale.
alle 7.45 arriva il pullmino di scuola di Mercoledì e io cerco disperatamente le chiavi di casa per aprire e far scendere la bambina.
non le trovo.
non le trovo.
chiamo mio marito, lui non le aveva prese.
bestemmio un paio di santi (evaristo ed eustorgio).
mando via il pullmino.
chiamo mio suocero che dovrebbe avere una copia.
mio suocero sta in tangenziale e non puo' venire.
bestemmio un altro paio di santi (concetto e olindo)
nel frattempo i bambini mi guardavano molto perplessi.
e tra una bestemmia e l'altra spiego loro che non ce l'ho con loro ma che è meglio se stanno in un'altra stanza.
chiamo la SignoraAnna. le chiavi mie le ha lei.
bestemmio il padreterno.
richiamo Gomez (che in tutto questo stava in regia a mandare le grafiche in diretta), lo mando affanculo e gli dico che non mi ha nemmeno lasciato le sigarette ed è uno stronzo.
nel frattempo vesto Pugsley, e tento di vestirmi, Pugsely fa la solita scena per non farsi vestire, mi scappa e va a ravanare nel cesso con lo scopino.
caccio un paio di urlacci e riesco a vestirlo.
arriva la tata a portarmi le chiavi e contemporaneamente anche mio marito.
finalmente esco di casa quasi in pigiama.
mollo Mercoledì a mio marito che la porta a scuola in ritardo e accompagno Pugsley al nido.
e adesso mi sento una merda umana per averli fatti assistere al mio sbrocco.
tutta colpa di mio marito che non mi ha lasciato le sigarette.
Ho scoperto ieri mattina, che uno dei militari morti in Afghanistan abitava di fronte a casa mia.
Il suo cane Arturo in questi giorni lo scende la vicina di casa. E' stata lei a dirmelo, lei giù in strada, io in finestra.
"Ma come signora, non l'avevate riconosciuto?"
"No, Signora, non ci avevo fatto caso."
Il suo orfano ha l'età di mio figlio.
Vedo la sua vedova ogni mattina, e ho sempre pensato: "Cavolo quant'è alta 'sta ragazza."
Fa uno strano effetto.
Io sono una che con le sostanze c'ha una certa quale dimestichezza.
Consapevolmente e felicemente. Prima.
Consapevolmente e dolorosamente. Dopo.
Consapevolmente e tutto sommato normalmente. Adesso.
L'importante è sapere che cosa si sta facendo.
L'importante è sapere che non lo stai facendo perchè mamma è cattiva e papà uno sfigato.
L'importante è sapere che il punto è che proprio ti piace, e non farlo ti dispiace.
L'importante è sapere che facile non è.